Ricordare i defunti a Roma: il Cimitero di Guerra del Commonwealth

Tradizionalmente, negli ultimi giorni di ottobre e i primi di novembre si ricordano i familiari e gli amici scomparsi. In tutto il mondo si alternano celebrazioni religiose e feste come Halloween che allontanano la paura della morte. Tuttavia, il modo più personale per sentirsi vicini ai propri cari è quello di far loro visita al cimitero. Il più “romano” è probabilmente il Verano, ma a Roma trova posto anche un piccolo cimitero dall’aspetto british: il Cimitero di Guerra del Commonwealth.

Siamo nel quartiere Testaccio, a pochi passi dalla Piramide Cestia e con il Gazometro a vista. Abbracciato da una cancellata e dalle mura aureliane si nasconde, ma non troppo un prato veramente all’inglese a cui fanno ombra i caratteristici pini romani. In questa quiete riposano le spoglie di soldati inglesi, scozzesi, gallesi, irlandesi, oltre che sudafricani, canadesi, indiani, australiani e neozelandesi caduti durante la seconda guerra mondiale.

Silenzio

A poche centinaia si metri da qui ci sono locali e strade trafficate, con i loro suoni e rumori, eppure, varcare il cancello e attraversare il tempietto circolare all’ingresso ci catapulta in una dimensione di tranquillità. Al cimitero di Guerra del Commonwealth è più facile udire cinguettare qualche uccello che ha costruito il suo nido tra i pini che sentire il clacson di una macchina. Se non fosse per le lapidi schierate come un battaglione pronto a combattere, potremmo pensare di essere in uno dei tanti giardini di Roma, con le sue panchine e gli immancabili resti delle vestigia dell’Impero.

A ricordarci che ci troviamo in un luogo di sepoltura c’è anche la Croce del Sacrificio: simile per proporzioni a una croce celtica e con una spada dalla lama rivolta verso il basso. La troviamo in tutti i cimiteri di guerra del Commonwealth con oltre 40 sepolture. Qui a Roma se ne contano ben 426. Erano aviatori, soldati e marinai che hanno perso la vita proprio qui. Pensate che al cimitero di Anzio ce ne sono altri 2317!

Il Vallo di Adriano

Conoscete il Vallo di Adriano? Una fortificazione imponente ai confini settentrionali dell’Impero Romano voluta dall’imperatore Adriano. Questo muro divideva i Romani dalle popolazioni dei territori al nord della Britannia che non avevano ceduto all’avanzata romana. Un confine visibile ancora oggi e considerato patrimonio dell’Umanità dal’UNESCO.

Questo segno di divisione, dopo millenni è diventato qui simbolo di unione e fratellanza. Com’è possibile? Un frammento di mattone di quella struttura è stato portato nel cimitero per ricordare gli uomini della Cumbria deceduti per liberare Roma alla fine del secondo conflitto mondiale. È evidente la continuità storica, un rimando a guerre differenti per epoca e schieramenti. “Smontare” un muro (e che muro!) per costruire un altare in segno di amicizia.

Mantenere vivo il ricordo

A gestire questo piccolo cimitero è la Commonwealth War Graves Commission. Sono 1 milione e settecentomila gli uomini e le donne del Commonwealth caduti durante le due guerre mondiali. La commissione, attraverso la cura di questo e moltissimi altri cimiteri simili nel mondo, fa in modo che il loro sacrificio non sia dimenticato. Lo afferma chiaramente un altare che divide in due schieramenti le oltre quattrocento lapidi del cimitero di guerra di Roma.

Their name liveth for evermore

è l’epitaffio che leggiamo sul freddo blocco di pietra bianca.

In questi giorni tra ottobre e novembre, quando diverse tradizioni dicono che il confine tra il regno dei vivi e quello dei morti diventa più sottile, trovo che una visita in un cimitero sia un modo rispettoso per ricordare.

Come Arrivare

Mezzi pubblici:

  • Autobus linee 23; 83; 280; 715; 716; 718; 719; 775
  • Metro B Fermata Ostiense/Piramide, poi 400 metri a piedi
  • Treno FL1; FL3

Mezzi privati:

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