Tra macchine e dei alla Centrale Montemartini

Roma è un nome che porta subito alla mente immagini dell’epoca classica: imperatori, gladiatori, grandi monumenti come il Colosseo o i Fori Imperiali. Immaginando un museo romano, soprattutto se dedicato all’archeologia, molto probabilmente penseremo a un luogo con un’impostazione tradizionale, magari in un edificio antico.  La Centrale Montemartini è tutt’altra cosa: una ex centrale elettrica che ospita pregevoli reperti di arte classica. Qui enormi macchinari affiancano statue antiche in un connubio unico.

Visitare gli ampi spazi di questo spazio museale dà l’idea di osservare i cambiamenti dell’opera umana nel corso dei millenni. “Le macchine e gli dei” è il nome della mostra che doveva essere solo provvisoriamente ospitata nel 1997 nella centrale dismessa (e restaurata per l’occasione) che invece è diventata sede distaccata dei Musei Capitolini.

Il fascino della Centrale Montemartini sta nella grandezza degli spazi, con la contemporanea solidità e fragilità delle statue e dei mosaici, così come nel silenzio di macchinari che, un tempo producevano rumori assordanti, strumenti che all’epoca parlavano di futuro e che ora raccontano la storia. Non è un caso che Style Magazine del Corriere della Sera inserisca questa sede dei Capitolini tra i 10 musei archeologici più belli al mondo. A rendere ancora più suggestiva l’atmosfera è la luce, protagonista assieme all’arte classica e all’archeologia industriale. Le grandi vetrate illuminano in modo diffuso il salone principale, che un tempo era la sala macchine della centrale elettrica, ma è nel cambiamento di colore e intensità della luce solare che avviene la magia, quando dopo il tramonto nel periodo invernale, o durante una giornata molto nuvolosa nella stagione estiva le calde luci delle lampade sostituiscono lo splendore solare e rendono il museo un ambiente ancora più accogliente, quasi familiare con le statue che sembrano animarsi. È proprio in quest’aura tra il domestico e il mitico che ci si sofferma con più attenzione ad osservare i dettagli di questi spazi e a parlare sottovoce di arte e storia con un amico, come me e Giorgio Franco di Luoghi Pensanti in questo scatto. Il suggerimento è di non dedicare una sola visita alla Centrale Montemartini, ma di tornare più volte durante l’anno in orari e giornate diversi. Questa possibilità è particolarmente vantaggiosa per tutti i residenti a Roma, domiciliati temporanei e studenti di tutte le Università romane grazie alla MIC Card, una tessera del costo di 5 euro che permette accesso illimitato per 12 mesi dall’attivazione a tutti i musei civici di Roma.

Come arrivare: 

Mezzi pubblici (consigliato):

  • Metro B, fermata Garbatella, attraversare il ponte Settimia Spizzichino, attraversare via Ostiense.

Mezzi privati:

  • Via Ostiense 106, cercando parcheggio in strada.

 

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