Anche se molti romani non lo notano, Roma è una città incredibilmente ricca di aree verdi, giardini, parchi e pini che caratterizzano il paesaggio in modo iconico. Tra i giardini, uno è davvero particolare per la sua storia e per la spettacolare vista che offre: il roseto comunale.
Un po’ di storia
Il giardino delle rose di Roma nella sua collocazione attuale nasce in epoca recente, nel 1950. Nonostante ciò, un roseto a Roma esisteva già dal 1932 e si trovava sul Colle Oppio, nei pressi del Colosseo. A volerlo fu la contessa Mary Gailey Senni, appassionata di natura e botanica. La collocazione sul Colle Oppio si deve al fatto che lì erano già state piantate dal governatorato numerose rose. Dal 1933 fu anche istituito il Premio Roma, il secondo più antico concorso al mondo per le nuove varietà di rosa dopo quello di Bagatelle, in Francia, nato nel 1907. Il Premio Roma è conosciuto a livello internazionale con il nome International Trials For New Varieties. La contessa fu curatrice del concorso e rappresentante della giuria fino al 1954.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, il roseto di Colle Oppio fu distrutto e fu necessario ricrearne uno. La scelta cadde su un luogo perfetto, un’area alle pendici dell’Aventino che già dal III secolo avanti Cristo era dedicata alla dea Flora. Tacito negli Annales descrive anche un tempio in onore della dea e parla dei floralia, riti e festeggiamenti primaverili per Flora celebrati con i ludi florales nel sottostante Circo Massimo. Successivamente la zona vide la coltivazione di viti e la presenza di numerosi orti. Divenne nel 1645 cimitero ebraico fino al 1934, anno in cui questo fu spostato in una specifica area del cimitero monumentale del Verano. Da quest’anno la zona restò incolta fino al 1950, quando rinacque il roseto comunale di Roma.
Passeggiare nel roseto
Camminare in questo giardino significa essere avvolti da un profumo penetrante e circondati di storia e bellezza. Qui, infatti, oltre ad ammirare i colori di circa 1100 piante diverse di rosa si può apprezzare una splendida vista sul Circo Massimo, sul Palatino, sulla Sinagoga, sull’Altare della Patria e lasciar vagare lo sguardo su un’infinità di altri monumenti e luoghi della capitale.

Entrando nel roseto si ha quasi l’impressione di trovarsi sul proscenio di un antico teatro e di essere abbracciati dalle gradinate. La forma dei vialetti, vista dal basso dà questa sensazione, ma è soltanto arrivando in cima e rovesciando il punto di vista che ci si rende conto che la particolare struttura del giardino è un omaggio alla comunità ebraica che ha consentito la sua trasformazione in giardino pubblico. I vialetti del roseto, infatti formano la sagoma di una Menorah: il candelabro ebraico con sette bracci che simboleggiano i giorni in cui Dio creò l’universo.
Quando visitarlo
Il roseto comunale di Roma è aperto nei periodi di fioritura e ogni primavera la sua apertura coincide con il 21 aprile, giorno del Natale di Roma fino al 16 giugno, dalle 8,30 alle 19,30 a ingresso gratuito. Sono a pagamento e vanno prenotate le visite guidate per le quali vi rimando alla pagina dedicata nel sito ufficiale del Comune di Roma.
Come arrivare
Mezzi pubblici: metro B fermata Circo Massimo, poi a piedi per 500 metri fino a via di Valle Murcia 6
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