Ricordare i defunti a Roma: Cimitero Monumentale del Verano

Ogni anno che passa la festa di Halloween diventa più popolare, facendo dimenticare a molti che, tradizionalmente a Roma e in Italia, si è celebrato il due novembre come giornata di ricordo dei defunti.

Il cimitero monumentale del Verano è costellato di vere opere d'arte
Una delle numerose sculture presenti tra le tombe del Cimitero del Verano

Un modo diverso e probabilmente più intimo in cui il mondo dei vivi e quello dei morti si avvicinano. Portare un fiore alla lapide di un nostro caro che non è più con noi, o semplicemente camminare in silenzio tra le numerose opere d’arte che compongono i viali e i portici del Cimitero monumentale del Verano rappresentano il modo meno spettacolarizzato e mediatico di avvicinarsi al regno dei morti.  Forse prendere coscienza della caducità spaventa molto di più che vestirsi da strega o svuotare qualche zucca e forse il modo di celebrare questa giornata con “dolcetto o scherzetto” sta diventando più popolare proprio per evitare la paura e per esorcizzarla. Certamente l’influenza sempre maggiore che hanno i film e le serie tv d’oltreoceano, sta cambiando il modo di vedere soprattutto dei più giovani e così si perdono alcune tradizioni e la memoria. A perdersi è il legame con le famiglie d’origine, con nonni e antenati, ma se si evita di entrare al Verano si perde anche il legame più ampio con la nostra storia, perché qui possiamo ammirare e commemorare personaggi da Goffredo Mameli a Raimondo Vianello e Alberto Sordi che fanno parte della nostra cultura seppure in maniere totalmente diverse.

Un po’ di storia:

Le radici del cimitero del Verano sono antichissime, riportandoci a oltre duemila anni fa, quando qui sorgeva una necropoli romana. Il nome stesso riporta alla Gens dei Verani del tempo della Repubblica e all’Ager Veranus, che prende il nome probabilmente dal proprietario dei terreni, Lucio Vero. In questo luogo fu sepolto anche  San Lorenzo Martire,

Fsteggiamenti per San Lorenzo alla Basilica di San Lorenzo Fuori le Mura
Fuochi d’artificio per la festa di San Lorenzo all’omonima Basilica

e accanto alla sua tomba fu edificata dall’imperatore Costantino quella che oggi è la Basilica di San Lorenzo Fuori le Mura. Il santo, secondo la tradizione, fu ucciso su una graticola ardente e si dice che, durante il martirio sbeffeggiò i suoi aguzzini dicendo: “giratemi che da questo lato sono cotto“. Una frase che rappresenta perfettamente l’ironia romana, inserita in una storia ben più densa di significato dei più spaventosi racconti di Halloween.
Nella Basilica è sepolto anche Alcide De Gasperi, a testimonianza dell’importanza storica del Verano e della Basilica adiacente. La tomba del politico è opera di Giacomo Manzù, uno dei più importanti scultori italiani del ‘900.

Il cimitero del Verano fu fondato durante il periodo napoleonico. Fu scelto questo luogo perché, all’epoca, fuori dalle mura cittadine e quindi in osservanza dell’editto di Saint Cloud e dell’editto della Polizia Medica che imponevano di costruire i cimiteri fuori dai centri abitati. Oggi questa zona è considerata quasi in centro, nelle immediate vicinanze ci sono la Città Universitaria della Sapienza e la Stazione Tiburtina.

Attualmente il cimitero si estende per 83 ettari. L’edificazione non si esaurì infatti durante il periodo napoleonico, ma continuò nei periodi successivi, arrivando alla conformazione odierna che vide una profonda trasformazione dopo i bombardamenti uniti dal quartiere San Lorenzo durante la Seconda Guerra Mondiale.

Come arrivare: 

Con i mezzi pubblici usare le linee bus o tram C2, C3, 3, 19, 88, 163, 488, 492, 542, 545, oppure la Metropolitana linea B fino alla fermata Tiburtina e da lì scegliendo o l’autobus 71 o percorrendo la via Tiburtina a piedi fino a Piazzale del Verano.

Orari di apertura: 

dal 1° ottobre al 31 marzo 7:30 – 18:00 (ultimo ingresso ore 17:00)

dal 1° aprile al al 30 settembre 7:30 – 19:00 (ultimo ingresso ore 18:00)

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